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Il settore giovani e l’Acr diocesani insieme all’Ufficio della Pastorale Giovanile hanno organizzato nei mesi di maggio e giugno una tre giorni di scuola animatori presso la parrocchia dell’Immacolata di Ferrara. Hanno partecipato più di settanta ragazzi provenienti da tutto il nostro territorio, che hanno detto il loro sì, hanno risposto alla chiamata e si sono messi in gioco. L’evento ha riscontrato un notevole successo sia in termini di partecipazione che di creazione di relazioni tra animatori, educatori e parrocchie. Si ringrazia particolarmente don Stefano Zanella e la parrocchia dell’Immacolata che hanno dato modo di realizzare questi incontri. Proprio don Stefano propone una riflessione su quanto vissuto.


“Sono passati ormai vent’anni da quando l’episcopato italiano ha iniziato ad interrogarsi sul “problema giovani". Utilizzo le virgolette perché se i giovani vengono considerati come un problema, come una malattia da dover curare, come un soggetto incapace di essere costante nella frequenza in chiesa e come oggetto di critica, si rischia di guardarli da una prospettiva limitata. Nella nostra Arcidiocesi sentiamo da vent’anni parlare di unità pastorali, presidi pastorali, comunione tra parrocchie. Dopo aver tentato riflessioni comuni, dopo aver riletto le realtà parrocchiali con un accento prettamente clericale, dopo aver promosso la creazione di Consigli Pastorali, senza aver trovato la chiave per aprire i cancelli che creano steccati tra un luogo di culto e l’altro, abbiamo rischiato di comprimere gli obiettivi delle nostre parrocchie principalmente su devozioni recuperate e su catechesi che fanno parte della nostra storia ma non guardano al futuro. Mi chiederete quindi: "che fare? Se l’analisi è drasticamente realistica, dacci la soluzione!". Non credo di essere un illusionista che riesce a far sparire o apparire qualcosa. Credo però di aver avuto l’opportunità, attraverso la Scuola di Formazione per Animatori organizzata dall’Azione Cattolica Diocesana nei mesi di maggio e giugno in città, di rendermi conto che se ci si conosce, se si creano percorsi di condivisione delle proprie ricchezze e si trovano educatori, sacerdoti, catechisti, adulti, capaci di mettere in circolo soluzioni positive, il cammino di unità riesce a trovare una possibile realizzazione. Chi viene additato come un problema o chi ritiene che la sua realtà parrocchiale, in quanto capace di accogliere i giovani e di far con loro un cammino, sia sussistente, può rendersi conto che quando alcuni ragazzi lasciano spazio alla condivisione delle proprie diversità, tornano a casa arricchiti e pronti a loro volta a contagiare quei bambini e giovanissimi che durante l’estate abbiamo modo di coinvolgere nelle esperienze di Grest e di campi estivi, nonostante la pandemia. Ringrazio l’Azione Cattolica per aver fatto breccia nelle mura dell’Immacolata e per essere riuscita a portare quel vento di ordinaria normalità di cui tutti abbiamo bisogno.” (don Stefano Zanella)

Cristina Scarletti